Definizione

Per materiale composito s’intende un qualsiasi elemento costituito da due o più sostanze semplici. Quest’unione dà origine a un prodotto avente proprietà meccaniche superiori rispetto a quelle dei singoli elementi che lo compongono.

Solitamente un materiale composito è costituito da un rinforzo - che assicura rigidezza e resistenza meccanica - e da una matrice - che racchiude il rinforzo e dà la forma al manufatto stesso.

In natura esistono vari materiali compositi: il legno, per esempio, che deriva dall’unione della lignina (rinforzo) con la cellulosa (matrice).

Nelle costruzioni s’impiegano di norma molti compositi: dai mattoni di fango e paglia al cemento armato, che è il risultato della combinazione di calcestruzzo (matrice) e di tondini di ferro (rinforzi).

I materiali compositi con i quali opera Carbonovus sono di ultima generazione, formati da una matrice polimerica termoindurente (resina epossidica) e da rinforzi in particolare con:

  1. Fibre di carbonio – caratterizzate da un’elevata resistenza a torsione, con elevate rigidezza e resistenza alla trazione e alla compressione. Si evidenziano in aggiunta: bassissima densità, eccezionale tenuta al calore in atmosfera non ossidante, coefficiente di dilatazione nullo e insensibilità all’umidità e agli agenti corrosivi.
  2. Fibre di vetro – caratterizzate da buone proprietà meccaniche (resistenza a trazione e strappo), con modulo di elasticità basso, valida resistenza ad elevate temperature e interessante rapporto fra prestazione e costi.
  3. Fibre aramidiche (tipo kevlar) – caratterizzate da un’elevata resistenza a trazione, con bassa densità, rigidezza non elevata (elevato allungamento a rottura), debole resistenza a taglio e compressione e soprattutto buona resistenza alla fatica e allo shock.

Mentre i comuni materiali da costruzione di tipo metallico sono isotropi (aventi le stesse proprietà in tutte le direzioni dello spazio) i materiali compositi rinforzati con le suddette fibre sono anisotropi (con proprietà che variano in base alla direzione perpendicolare, parallela o angolata rispetto alle fibre). Possono quindi essere modificati variando l’orientamento di tali fibre e la sequenza di laminazione per un’ottimale realizzazione del prodotto finale.

Un indubbio vantaggio legato alla scelta dei compositi è la possibilità di poter utilizzare anime di pvc interposte tra due laminati in fibra per ottenere dei pannelli detti “in sandwich” molto leggeri e rigidi.